Martedì, 6 Gennaio 2009

i tempi cambiano, ma non troppo (1)

Martedì, 24 Aprile 2007 by Manuel

In campo informatico siamo in fase “rivoluzione Windows Vista“, il nuovo sistema operativo made in Microsoft che darà una scossa a tutto l’ambiente. Lasciando perdere le ormai consunte polemiche sulle richieste hardware decisamente esose (e già sto esprimendo un giudizio che non volevo manifestare…), è indubbio che ci sarà, nei prossimi mesi, un’ondata di novità sotto vari profili.

Nasceranno nuovi strabilianti effetti grafici, nuove applicazioni e nuovo harware Vista-compatibili, quintali di RAM e harddisk addizionali, chiavette USB Ready-boost compatibili e tante altre facezie per tutti i gusti (comprese tante belle patch per un sistema operativo nato leggermente prematuro).

In questo scritto a puntate voglio esaminare (con poche pretese, intendiamoci) parte degli aspetti nascosti dietro questa rivoluzione (se di rivoluzione si tratta).

Procedendo in ordine sparso come mio solito, vorrei prendere in esame proprio quest’ultimo aspetto: le patch e la tempistica commercializzazione di Vista. Considerando il fatto che Windows Vista è stato rilasciato per i comuni mortali il 30 gennaio 2007, un aspetto mi salta particolarmente all’occhio: sino ad oggi sono state rilasciati pochissimi aggiornamenti per il neonato sistema operativo, la maggior parte dei quali dedicati essenzialmente alla sicurezza. I forum nel web si stanno tuttavia popolando di molte segnalazioni di malfunzionamenti dello stesso Vista, di svariati avvistamenti della mitica schermata blu della morte (ebbene si miei adepti, l’incubo è tornato… ci aveva abbandonato dalla presentazione di Windows 98, nascosta in Windows XP tramite un abile sotterfugio, ma qui è tornata più ribelle di prima), di numerose incompatibilità con alcuni pacchetti software di comune utilizzo.

Mi si portà obiettare che le schermate blu, le incompatibilità e i malfunzionamenti in genere sono spesso riconducibili a software che in realtà non fa parte del sistema operativo vero e proprio, ma piuttosto di driver o componenti esterni; traslasciando le motivazioni tecniche per cui questo può non essere vero in assoluto, resta da capire perchè la politica di aggiornamento di Microsoft sia rimasta fede al concetto dei service pack: un sistema che si blocca non è funzionale al suo scopo, quindi, dal mio punto di vista, deve essere aggiustato o sostituito.

Senza toccare la velocità di evoluzione di alcune tra le distribuzioni più in voga di Linux, basta guardare a quanto si sia evoluto dal suo rilascio Leopard, il sistema operativo di Apple: aggiornamenti costanti e puntali (quasi sempre) che hanno mantenuto il felino veloce e scattante nel corso della sua brillante e rivoluzionaria carriera.

Resta la considerazione che, se un disguido accadesse a me utilizzando la mia fidata Ubuntu, mi direi “…ecco vedi… me lo dicono sempre che Linux non è per un’utenza desktop ma è solo per gli smanettoni…” dopo di che mi metterei a smanettare nei fantastici file di log e di configurazione (… e il naufragar m’è dolce in questo mare visto che almeno non l’ho pagato).

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