Poche parole, tanto sudore ed un po’ di sconforto. Specie quando torni a casa e il termostato di casa, che durante i tiepidi mesi invernali regolava una temperatura attorno ai 21°, indica che il trend si mantiene positivo e costante (con una progressione di circa un grado al giorno, questa sera segnava i 34° abbondanti).

Ed in queste notti dove non trovo refrigerio se non in fughe estemporanee, mi trovo a rotolarmi nel letto e a riflette sul mondo che brucia, in un sogno instabile di gelatina calda che raccoglie tante persone, tutte vicine che si agitano e si muovono nella loro vita, contorcendosi le une contro le altre portando avanti le proprie idee, cercando di realizzare i propri progetti, trovando l’anima con cui trascorrere la vita, lasciando indietro chi pensavano amico.
E mi giro e mi rigiro, guardando la gente, cercando dello spazio per muovere le braccia addormentate, sperando che un refolo di vento si infili in uno spiraglio e soffi dritto sulla mia schiena; ma c’è qualcuno che sudato più di me mi spinge un po’ più in la. Allora mi volto un’altra volta cercando chi mi vuole bene, cercando la sua mano, toccandola e stringendola per evitare che il vortice mi porti lontano dal lei…
Ed è li che mi sveglio e penso che alla fine sono fortunato nel mio letto in fiamme.
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Manuel