In una Milano che, dopo la prima domenica di agosto, vede il via della stagione degli allarmi, segno che la città si è svuotata dei sui amabili cittadini e si sta svuotando dei beni casalinghi ad opera di industriosi malfattori (che quindi tengono sempre vivo il fatto che a Milano si lavora sempre), mi preparo alle sudate ferie.
E così, destato da queste sirene che di tanto in tanto si lamentano più o meno in lontananza, preoccupato come un sergente che sente i colpi di artiglieria avvicinarsi e allontanarsi dalla sua posizione in trincea, in mezzo alla giungla del Congo, rifletto sul divenire.
Preparare le valigie, i documenti, i soldi, conscio del fatto che comunque vada mille disavventure ed episodi inenarrabili (che però sarai poi contento di narrare) ti accadranno durante le fatiche estive. Mi attendono paesaggi, luoghi, meraviglia e dissenteria in egual misura, persone e animali (insetti spero pochi… magari qualche scimmia… ma che non rompa troppo i c*******). All’attacco di un luogo veramente diverso e lontano… vi saluto con l’altra mano [cit.].
Ciao ciao a tutti!
PS: il titolo chi lo capisce è bravo.
PPS: il protagonista della foto si sta trasformando in una leggenda.
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